Il ritorno degli occhiali

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Ieri sono tornati da me anche i miei occhiali da lettura. Hanno fatto un giro diverso dal mio.
Li avevo dimenticati nell’ostello di Ulan Bator, preso dalla fretta di non perdere il treno della mattina presto per Pechino.
Fortunatamente in ostello con me c’era Florian “occhio di falco” (il suo soprannome non è dovuto alla sua vista migliore della mia, ma gli è stato affibbiato da uno dei disagiati mentali di cui ha cura in Francia), l’unico cicloviaggiatore con cui ho condiviso un pezzo di strada durante la mia lunga passeggiata.
Florian aveva preso un percorso identico al mio, partendo però da Toulouse; e ci siamo incrociati solo in Mongolia alle due di pomeriggio di una bellissima giornata di sole, ambedue increduli di vedere un altro scoppiato in bici da quelle parti.
Anche lui è andato a Pechino, dopo di me. Fortunatamente per me e  per i miei occhiali doveva restare a Ulan Bator in attesa del visto cinese, quindi ha avuto il tempo di recuperare le lenti in ostello e spedirmele.
Avevo anche pensato di passare in Francia per recuperarli, ma l’aero da Cuba a Parigi costava oltre 1.500 eurozzi, mentre per Madrid solo 710.
Quindi me li ha spediti e sono arrivati ieri. Birra pagata per Flo.

Schwalbe antiforatura addio, meglio le tip top

L’episodio dell’esplosione della gomma posteriore in pieno altipiano mongolo è uno di quegli avvenimenti che mi continuano a ronzare malamente in testa. Si trattava, riassumo, di una Schwalbe Marathon plus Tour. Avevo scelto quel tipo di coperture proprio per evitare di avere problemi e di portare con me un copertone di scorta. E stavo proprio per fare un Tour. Continua a leggere