Tutte le strade portano (via d)a Roma

doppiaR
Manca un mese al compimento dei miei 50 anni, momento che ho deciso di rispettare -da adolescente, visti i casini, non avrei mai creduto di poterci arrivare- con una lunghissima passeggiata in bicicletta.
Partirò prima del compleanno (almeno questo è il piano) per essere in strada al giro di boa. Sono felice di essere riuscito, finora, a organizzare il tutto, costruzione della bici compresa, e sono consapevole che il viaggio inizierà davvero mettendo la ruota anteriore fuori di casa. Ma viaggio da tempo, in realtà.
Il viaggio, secondo me, è iniziato ormai 11 anni fa, quando quasi per scherzo decisi di lasciare ferma la moto per un anno e muovermi solo in bici.
Mai avrei potuto immaginare cosa sarebbe successo in seguito, cosa sarebbe cambiato profondissimamente nella mia persona e nella mia personalità.
La riscoperta della bicicletta divulgata a tutti. Il ribaltamento di ogni canone sul mezzo. La crescita di capacità meccanica fino alla costruzione dei telai che poi diventano bici, la loro unicità pur nella semplice univocità delle pratiche costruttive. Un viaggio di metallo, nel metallo, nello scorrimento, nella rotazione. L’impegno per la collettività. L’accettazione della necessità di una lotta per il cambiamento che passi attraverso l’uso delle strade, oggi metastatico.

Ho imparato molto in questi anni, credo di aver dato anche molto. Non ho ricevuto niente in cambio dalla società italiana contemporanea, così inerte che ancora stento a crederci. Sono stato apprezzato da moltissime persone e disprezzato da pochissime. Nel mondo del cicloattivismo ho conosciuto molta gente bella e poche persone miserabili, il conto è assolutamente favorevole.

Adesso però ho voglia di stare un po’ con me. Sono abbastanza stanco dell’inerzia italiana, della mancanza di cambiamento in questo paese messo al tappeto da sé stesso e incapace di rialzarsi. Non voglio pensare a stimolare sindaci sordi e chiacchieroni, ministri e presidenti, per farli lavorare davvero al cambiamento.
Alcune molestie collaterali (per esempio la mia testata che sta per finire la sua esperienza storica, qualunque sia l’esito della vertenza in corso) stanno rovinando un po’ la partenza, in modo del tutto imprevisto e soprattutto senza senso: a riprova però -ai miei occhi critici- della fondamentale essenza della società italiana, ovvero il coma stabile interrotto brevemente da stati vigili di rapina.

Non me ne curo troppo: parto sì per tornare, ma al momento parto solo per andare e ripulirmi un po’ dalle ragnatele locali.

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2 thoughts on “Tutte le strade portano (via d)a Roma

  1. Grazie mastro, hai dato tantissimo ma non hai gia’ dato.
    La società italiana contemporanea non esiste*.

    bacidibici

    *società s. f. [dal lat. sociětas -atis, der. di socius «socio»]. –
    1. In senso ampio e generico, ogni insieme di individui (uomini o animali) uniti da rapporti di varia natura e in cui si instaurano forme di cooperazione, collaborazione, divisione dei compiti, che assicurano la sopravvivenza e la riproduzione dell’insieme stesso e dei suoi membri

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