Il gestore dell’emporio cinese El Dragon di Deltebre è un deficiente

Da quasi due ore sto vedendo risaie, ettari di risaie.
Comincio a pensare al riso. Pensiero rinforzato da immensi silos che si stagliano nella piana dove sono. Immagino il riso dentro poi lo immagino in enormi scodelle. “Chissà come lo fanno qui”, e vai di fantasie che coinvolgono anche molluschi e crostacei.

Inoltre si sono fatte le 3.

Nel paesotto di Deltebre (immagino contrazione di Delta del Ebre, il delta del fiume Ebro, sì lo so manca una b, bravi, battutone) inchiodo sgommando dentro un parcheggetto d’angolo con ghiaia e gelso a far da pergolato, pertinenza della trattoria Gloria. Hanno circa 7 scelte di riso variamente cucinato, da quello semplice con un pezzo di burro della dimensione di un limone poggiato sopra a quello che ordino io, “della casa”. È verde e lo immagino cotto insieme a ortica o cose simili, condito con fasolari, calamari, gamberi rossi e carciofini di zona. Dentro la padella, ovviamente.

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Il punto è che hanno solo porzioni da 2, io sono uno ma ho voglia di ‘sto cavolo di riso. Penso “ok mi faccio fare il doggy bag e mangio poi il rimanente”. In realtà porzione buona per 4, vorrei sottolineare.

Adeguatamente satollo me ne vado nel primo pomeriggio, e gironzolo per il paese in cerca di un casalinghi dove comprare un cucchiaio. Non ho infatti le posate con me. L’enterogermina sì, le posate no: sono un cretino.

Attracco il mezzo davanti l’emporio cinese El Dragon, enorme, con tutto. Il problema è che le posate vanno in confezioni (sono legate con il nastro adesivo) da 3, a me ne serve una. Trovo un  cucchiaio solitario, giubilo e lo mostro al gestore.
“Non posso dartelo”, fa.
“Come no, è spaiato”, replico nell’itagnolo che parliamo noi figli di Abatantuono.
“Non posso, devo vendere la serie”, obietta.
“Ma che serie, questo -indico l’oggetto- è da solo, io pure,  che me ne faccio di tre”.
“No. Posalo”.
Gli spiego la vicenda del riso, che sto in bici, che stasera campeggio, che mi fa comodo avere la cena, che devo magna’ sto cavolo de riso ma quello niente, irremovibile. Gli offro pure di pagare il prezzo pieno per tre (1,75 €) e gli regalo gli altri due cucchiai:  nada.
“Sono 3 insieme”, dice.
“Sono insieme  con lo scotch trasparente, mica nella scatola”, dico: nisba.
Ho promesso ieri di comportarmi bene quindi andandomene non lo mando affanculo ma almeno scrivo un post per dire a tutti di non andare a  fare la spesa da El Dragon di Deltebre.

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Non ho trovato un casalinghi per i restanti 26 km (tutta campagna e non quell’orrida N340  che ho imparato a temere. Ne parlerò quando riesco a informarmi bene, sospetto che il tracciato sia romano, perché per un tratto l’ho vista chiamare “via Augusta”). Devo trovare un cucchiaio.

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