L’utensile adatto al viaggio

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l’Utensile

Ogni buon artigiano adopera l’utensile adatto per il lavoro che sta affrontando. Questa è una delle regole di base di ogni opera, costruzione, lavoro.
Ed è ciò che ho imparato io nei miei nuovi anni da artigiano della bicicletta.
Per il viaggio ho dovuto ribaltare ogni concezione che avevo finora dell’utensile bicicletta, da me spogliata ed estremizzata fino all’elaborazione della bici da pista per uso urbano.
Questa che mi farà viaggiare è tutta un’altra cosa, l’opposto di quanto ho fatto finora.
L’Utensile ha un telaio capace di accogliere ruote sia da 26″ sia -in emergenza- da 28″, ma con l’altezza del movimento centrale da mountain bike, molto alto sul terreno: 29 cm con le ruote da 26″.
Le tubazioni (ne parlo in uno dei primi post qui) sono Sp, la versione più spessa dei più noti Sl della Columbus, trovati dopo molto cercare da cicli Marzano a Pomigliano d’Arco, uno dei covi della fiat. Il carro posteriore è molto lungo (45 cm) per non avere problemi a pedalare anche con borse molto voluminose, e per avere una pedalata comoda.
Tutto è pensato per la comodità, ma tuttavia sono rimasto sbalordito quando l’ho pedalata per la prima volta: la bici è estremamente comoda, più di quanto pensassi.
Finora ho pedalato su di lei per circa 3.000 km, di cui poco meno della metà in viaggetti di prova e il resto sulle oscene strade di Roma, una prova piuttosto dura per qualsiasi veicolo.
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Il manubrio, francamente orrendo, consente diversi modi di appoggiare le mani. Molto riposante, offre una manovrabilità istintiva e immediata. Ho lasciato il tubo sterzo molto alto, per una postazione più eretta. Il nastro è in pelle, acquistata a 5 euro dal fornitore per calzolai sotto casa. Comodissimo, ottima presa, non essendo rastremato ha degli scalini che consentono di grattarsi piacevolmente i palmi di tanto in tanto. Sotto la pioggia si bagna ma si asciuga in pochissimo tempo.

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I pedali da freeride, larghissimi, danno un appoggio molto ampio, aumentando la comodità. Il grip è così serio da permettermi di evitare puntali o altri metodi per fermare i piedi.

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Brooks Champions Flyer: non mi stanca mai. Dopo questo c’è solo la comodità di una recumbent.
IMG_1128Altra oscenità, come il manubrio, ma utilissima quando si viaggia con il carico: il cavalletto doppio. Pesa un chilo e qualcosa, ma consente anche di lavorare sulla bici.
IMG_1120Mozzo con dinamo: peso e prezzo contenuti, sviluppa 6v 5w. Serve per il faretto anteriore, attraverso il quale riesco a caricare con una porta Usb -e una batteria tampone- anche il tablet e l’e-reader.

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E però forse la troppa energia, o qualche cavolata che ho combinato io, mi hanno fritto ben due luci posteriori. A Barcellona ho quindi comprato da Decathlon le Reelight a 29 euro e ho montato la posteriore con due magneti. Fine dei problemi (per ora).

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Il gruppo montato è da trekking, Slx Shimano. Preciso e robusto. Ma qui c’è il difetto nascosto di questa bici, e che come ogni figlio sfortunato me la rende cara: la spaziatura tra i forcellini posteriori è da 130, il mozzo è da 135 e ospita un pacco pignoni da 10. Errore mio: mentre costruivo non consideravo l’esistenza di un numero così elevato di pignoni. La ruota entra anche abbastanza bene, ma il pignone più piccolo è troppo vicino al telaio e la catena tocca. Quindi il deragliatore è stato bloccato per non andare oltre il penultimo pignone. Direi che ci posso stare, in fin dei conti mi serve più il pignone da 32 che quello da 11.

 

 

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5 thoughts on “L’utensile adatto al viaggio

  1. Piacere enorme incontrare oggi per caso l’artista/autore di tanta bellezza biciclistica! Pardòn se come un fesso continuavo a dire che sei sempre stato “inspiring”, ma ero fritto da ore di chiacchiera con la mia amica di Chicago. Ciao!

  2. Ciao Paolo, ti ho seguito per molti anni sul blog di dei ciclisti romani; ora purtroppo da 8 anni sono tornato vicino a Milano e, per non rovinarmi il fegato coi tuoi/vostri report, da diversi anni mi sono disiscritto…
    Ti chiesi consiglio e ricevetti da te incoraggiamenti a costruirmi una fixed; per ora ci ho rinunciato anche se tengo in memoria le info.
    Bellissimo il tuo “attrezzo”; vorrei chiederti cosa sono i due pomelli che sbucano sotto la sella, che mi pare collegati col carro post (o non sarà col portapacchi?); dalle foto non capisco molto a cosa servono.
    Buon viaggio, pedalami il mondo!

  3. Ciao, bello rileggerti dopo tanto (mio) tempo perso dietro altri deliri.
    Riguardo le luci fritte, la loro prematura scomparsa potrebbe attribuirsi,se erano a LED, al fatto che è meglio alimentarle entro i 3 V. mentre se non ho capito male tu le davi 6V.

    Ciao e buona vita

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