Kazimierz

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In cerca di un ostello ho vagato un po’ per Cracovia. Niente mi soddisfaceva: o su strade troppo grandi o al centro turisticissimo o in cima a scalette, dove sarebbe stato assurdo portare bici e borse.
Vagando seguendo il mio naso mi imbatto dunque nell’ex ghetto ed ex zona criminale, Kazimierz, dal fondatore Cosimo Casimiro il Grande (1335).
Amore a prima vista. Sarà che mi ricorda Monti, il rione romano dove abito.
Mi ci sono fermato tre giorni (nessuno mi corre dietro, no?), chiacchierando un po’ con gli indigeni. Come “pania” Ania, miss Ania, amabile proprietaria di un negozietto di souvenir proprio di fronte a una delle location di Schindler’s list (foto d’apertura):

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Pania Ania

Mi piace, questa donna. Si interessa del mio viaggio, chede curiosa questo e quello, anche della bici, che vede strana e “professionale”. Nata a Kazimierz nel ’48, dovette andare via con la famiglia per la forte ondata di sbandati che continuava a crescere anche dopo la guerra e sotto il comunismo. Nonna e madre sono di lì e le raccontavano dei rastrellamenti nazisti, la madre fu anche internata per un certo periodo ad Auschwitz (ecco che torna ‘sto mostro), ma per lavorare, non per essere uccisa.
Ora Kazimierz è un posto alla moda, ancora con sbandatelli ubriaconi ma insieme pieno di locali cool, negozietti, nuovo artigianato. Ad Ania piace lo stesso
com’è diventato il suo luogo, ma lamenta che la gente non si parla più se non nei locali, non ha il senso del vicinato, non si trova per srtada a fare due chiacchiere. Un po’ come in tutta Europa credo, le dico.
Alza le spalle.
Mi sono trovato bene lì, dicevo. In piazza Nowy ci puoi passare ore. Osservi gente, bevi ben seduto buona birra a pochi soldi, se vuoi ti alzi e vai a farti un panino chiamato zapiekianki o una grigliata di carne nel mercato. Tutto costa poco.

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Locali accoglienti fino a tarda notte

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Trovi (ovviamente su suggerimento indigeno) anche la casa natale di Roman Polanski

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Piccoli laboratori collettivi di artigianato, come questo

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Kazimierz è anche una meta per gli ebrei di tutto il mondo, che vengono sia a vedere com’è fatto un ghetto centroeuropeo ben conservato (Cracovia non fu bombardata come le altre città polacche) sia a visitare la tomba di un famoso rabbino, Rumeh.

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Insoma, posto vivace, di spessore e anche ben frequentato:

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